Graphic Novel

Introduzione

  • In un’intervista ho letto che lei, più che un disegnatore di anime, continua a sentirsi un disegnatore fallito di fumetti…
  • Sì il fatto che non sono mai riuscito a fare dei buoni fumetti, che sono la cosa che davvero avevo l’intenzione di fare, continua ancora oggi a pesarmi molto.

(dall’intervista a Shingo Araki di Federico Colpi, da “Mangazine” n° 21 del febbraio 1993, pp. 49-50)

 

Chi conosce Shingo Araki non può non associare il suo nome all’animazione; e non può farlo se non inserendolo tra quei grandi che hanno fatto di essa un’arte di impareggiabile livello. Un’intera generazione si è incantata di fronte all’equilibrio delle sue forme, alla potenza di sguardi dolcissimi, alla poesia di corpi sospinti dal vento o contornati di luce, al dinamismo che quegli stessi corpi assumono in corse mozzafiato e in slanci pari a voli. Il suo tratto appare inconfondibile, il suo stile deciso eppure sublime, armonioso anche quando si assiste a una vera e propria deformazione delle masse. C’è chi lo ha definito il “re dell’animazione televisiva giapponese” (Colpi ad Araki nell’intervista cit., p. 53), eppure, evidentemente, le sue aspirazioni più profonde erano altre. La cosa che “davvero aveva l’intenzione di fare” era “fare dei buoni fumetti” e la sua carriera era cominciata da lì. Appena diciottenne aveva vinto il premio come migliore premessa e nel giro di pochi anni aveva pubblicato “circa sessanta fumetti, con un ritmo produttivo di quaranta-cinquanta tavole al mese” (Colpi, intervista cit., p. 36).

Ma ben presto era stato costretto a fare qualcosa di diverso: “Mi resi subito conto, con mio grande dispiacere”, ci dice lo stesso Araki “che non potevo diventare un fumettista. Per quanto mi piacesse disegnare, non avevo il senso della storia, della narrazione. Per cui, quando a ventisei anni, dopo essere venuto a Tokyo, fui assunto alla Mushi Production di Osamu Tezuka, ne rimasi soddisfatto. Lì potevo disegnare storie scritte da altri, e questo mi bastava” (Araki a Colpi, intervista cit., p. 41). Sappiamo quanto gli riuscisse bene disegnare quelle “storie scritte da altri”, quei personaggi a cui non ha saputo solo dare movimento, ma INFONDERE UN'ANIMA, TRASMETTERE un CARATTERE PECULIARE, tanto che, forse, il suo essere riconosciuto un grandissimo “animatore” e un ricercato “character designer” può essere attribuito proprio a questo. Eppure, una volta aver saputo di essere affetto dal Parkinson e terminato l’ultimo capitolo su “Saint Seiya”, ha dato le sue dimissioni per tornare al suo sogno di bambino: fare fumetti. Forse quelle “storie scritte da altri” non gli erano bastate, forse c’era ancora una storia, un’anima, che aveva bisogno di trovare piena espressione: la propria. Nel gennaio del 2011 comincia a uscire “Sourire”, un racconto a fumetti scritto e disegnato interamente da lui “per la prima volta dopo quarantacinque anni” ( vedi http://www.arakishingo.com/pc/pieces/). Voci sul web dicono che vi siano molti riferimenti autobiografici: vi sarebbero accenni ai tempi difficili in cui Araki viveva con la sua famiglia e anche alla sua malattia (vedi http://gonagai.forumfree.it/?t=60002563 ).

Il tratto è semplificato, ma i volti e le fisionomie sono ancora riconoscibili. Certo tutto è più sfumato, i colori sovrastano il disegno: pennellate multicolore escono dalle linee dei contorni con tocchi di grande espressionismo. Il tutto sigillato da quello splendido titolo, che, di fronte a ogni aspetto della vita, invita a non rinunciare a “sorridere”. È l’ultimo lavoro del maestro, l’ultimo di cui si abbiano per lo meno notizie ufficiali; l’ultimo fra l’altro rimasto incompiuto. Ed è anche l’unico lavoro a fumetti di cui si abbiano tracce sul web e che appare elencato in molti blog e siti dedicati alle opere di Araki; l’unico fumetto a chiusura di una carriera, che al lettore inesperto appare così esclusivamente dedita all’animazione, da poter sembrare quasi un hapax incomprensibile, una svolta inconsueta alla fine di una storia fatta di anime. Eppure quell’hapax è l’unico lavoro a dare voce all’aspirazione più grande del maestro, ai suoi sogni di bambino. È l’unico menzionato, ma ce ne sono “circa sessanta”, come ci ricordava Colpi, usciti dalla sua matita; sessanta, spesso liquidati in tre parole quando il biografo o il critico di turno deve parlare degli esordi arakiani, ma su cui, d’altra parte, nessuno sa nulla; sessanta che, certo, non hanno fatto la storia né ai nostri occhi hanno reso famoso Araki, ma che forse erano importanti per lui come uomo.

Non stupirà quindi scoprire che, oltre all’evidenza data all'ultimo fumetto sul suo sito, (“Sourire” è il titolo che appare sulla barra del browser e da “Sourire” è tratto il personaggio in homepage), al suo interno è presente una sezione intitolata “graphic novel”, che segue l’elenco delle opere di animazione realizzate dal maestro e che sicuramente permette di avere e ricostruire su di lui un quadro artistico e umano più completo. Nel tentativo di stilare un prospetto più esaustivo possibile delle opere di Shingo Araki, non potevo non tener conto di questi lavori ed è per questo che mi accingo a riportarli.

 

NOTE CRITICHE SULLA COMPILAZIONE

Sul sito ufficiale del maestro, nella sezione dedicata alle sue opere, è presente un elenco di quarantanove lavori (vedi http://www.arakishingo.com/pc/profile/ ) annoverati come “graphic novel”, realizzati tra il 1958 e il 1968. È questo l’elenco che mi accingo a riportare, senza ulteriori aggiunte fatta eccezione per “Sourire” in posizione n° 50 e che rappresenta l’ultimo, rinomato e incompiuto lavoro a fumetti del maestro. Né sul web né su riviste o fonti di altro tipo sono riuscita a trovare opere o informazioni ad esse relative, in aggiunta alla tabella presente nel sito ufficiale, sempre fatta eccezione per “Sourire”. Tuttavia secondo http://gonagai.forumfree.it/?t=60002563 avrebbe anche curato assieme a Michi Himeno le tavole di un racconto serializzato nel periodico “Corocoro comics” della Shogakukan; questo lavoro era menzionato anche Colpi nella molte volte citata intervista del 1993, ma non sono riuscita a sapere nulla di più. Si può inoltre ricordare il lavoro di illustrazione svolto per i romanzi di “Burai” o per i racconti di "Saint Seiya" su "Jump Gold Selection", menzionati nella prima sezione delle opere, ma si tratta di storie a cui Araki ha prestato la sua mano di abile disegnatore, ma che non sono scaturite dalla sua mente.

Mi sono quindi limitata a riportare i dati della tabella presente nel sito del maestro con l’aggiunta di “Sourire” e della traslitterazione dei titoli dal giapponese. Se tuttavia Colpi aveva contato una sessantina di lavori come prime pubblicazioni del maestro, non è difficile dedurre che anche questo elenco risulti alquanto incompleto. Ciò viene espressamente detto anche nella parte finale della breve introduzione critica alla tabella: “Non si può escludere la possibile esistenza di opere non ancora scoperte e che ci si trovi a correggere il contenutodella lista in un secondo momento” (vedi http://www.arakishingo.com/pc/profile/ ). L’elenco che ci troviamo a proporre non è infatti redatto dallo stesso Araki ma da tale 成瀬正祐 Naruse Masahiro, che dice di aver redatto la lista con tutti i lavori dell’ambito grafic novel “attualmente esistenti e individuati” (vedi ibidem). Se ho ben capito quanto viene detto nell’introduzione che precede l’elenco, il numero progressivo presente nella prima colonna a sinistra è stato dato seguendo l’ordine cronologico dei lavori, ricostruito a partire dalla data di pubblicazione del giornale o in alternativa di produzione o completamento dell’opera in questione; in molti casi è stato anche segnalato il numero attribuito all’opera dall’autore stesso (vedi la quinta colonna sempre partendo da sinistra), anche se non necessariamente coincide con il numero progressivo scaturito dall’ordine ricavato dalle date di pubblicazione o redazione. Naruse Masahiro si preoccupa inoltre di dire che questi dati, “compreso il numero di lavoro, erano scritti nella parte finale della copertina” (vedi ibidem) ma anche che “non per tutte le opere il numero di lavoro e la data di realizzazione sono stati individuati” e che non è stato possibile ricavare tutte le informazioni complete riguardo alle date; “in alcuni casi quindi esse non sono state pubblicate per non generare inesattezze” (vedi ibidem). Se quanto detto finora sembra coerente con quanto riscontrabile sulla tabella, non si riesce tuttavia a capire quali carte, riviste o altri documenti in genere Naruse Masahiro abbia consultato: se si tratti di prime edizioni pubblicate o fascicoli originali di Araki, sui quali il maestro in persona possa aver apposto anche un suo personale numero di opera, rimane alquanto dubbio. Non mi sento nemmeno di escludere che la mia traduzione possa essere sbagliata o imprecisa e che quindi non sia riuscita a comprendere correttamente quanto espresso dal compilatore. Non ho tra l’altro capito bene quando questi afferma di aver avuto problemi a ricavare dai soggetti originali (forse gli stessi giornali, ma non ne sono per niente certa), informazioni complete riguardo alle date. Rimane il fatto che anche il compilatore ha avuto qualche problema nel rintracciare tutti i documenti con la loro precisa datazione.

Sempre riguardo a miei possibili errori di traduzione, mi preme segnalare al lettore che ho evidenziato con la sottolineatura quelle parti della tabella della cui traduzione sono incerta. Ho comunque riportato la tabella seguendo esattamente l’ordine e le informazioni riportate sul sito ufficiale, fatta eccezione, come si diceva, per Sourire e la traslitterazione del titolo dell’opera dal giapponese.

Devo inoltre porre l’attenzione su alcune incongruenze che ho notato all’interno della tabella stessa, che però appaiono superabili con un minimo di ragionamento: la prima è tra i lavori in posizione n°6 (op. 8) e n° 9 (op. 10). La n°6 (op. 8) sembrerebbe apparsa sul n° 27 di “Machi” nel gennaio del ‘59, mentre la n° 9 (op. 10) datata “28 Febbraio 1959” sul “Machi” n° 26: apparentemente qualcosa non quadra, soprattutto se si interpretano tali date come quelle di pubblicazione sulle riveste. Ma se queste date fossero semplicemente quelle che indicano il giorno in cui l’opera è stata terminata dal maestro, come riportato nell’introduzione del compilatore, nulla avrebbe potuto vietare ad Araki di aver concluso prima un determinato lavoro e, per qualche motivo, di averlo pubblicato dopo, magari di seguito a un altro scritto successivamente. Lo stesso ragionamento può essere applicato per una seconda incoerenza, che sembra profilarsi tra le opere alle posizioni n° 33 (op. 34) e 34 (op. 35); la prima di queste apparsa su “Tensen” n° 2 e la seconda su “Tensen” n° 1. Entrambe le date riportate si riferiscono all’aprile del 1960 e la logica ci porterebbe a elencare prima l’opera uscita su “Tensen” n°1. Ma è stato il maestro stesso a ordinarle in una sequenza diversa da quella di pubblicazione e il fatto che l’opera n° 33 (op. 34) sia genericamente datata “aprile 1960” potrebbe riferirsi non alla data di uscita su rivista, ma di inizio scrittura se non addirittura di completamento del lavoro; ciò comunque non escluderebbe che la storia, sebbene conclusa, possa essere stata pubblicata, per motivi che non conosciamo, dopo la n° 34 (op. 35), datata “17 aprile-1° maggio 1960” e quindi essere apparsa sul numero successivo di “Tensen” anche se nell’elenco è riportata prima. Ovviamente le mie sono solo ipotesi.

Questo caso tuttavia ci introduce a un altro problema di lettura della tabella: per le date proposte non è stato via via precisato se si tratti di date di inizio-fine stesura o di pubblicazione e questo genera non pochi dubbi interpretativi, soprattutto quando vengono indicati solo il mese e l’anno, ma anche quando è presente un’intera data composta di giorno, mese e anno. Nel primo caso il compilatore potrebbe riferirsi sia al mese in cui genericamente il lavoro è stato redatto sia a quella di uscita del periodico, magari proprio un mensile. Nel secondo caso si può pensare che il redattore abbia riportato il giorno di uscita della rivista ma, stando all’introduzione che precede la tabella, anche quello in cui la storia è stata terminata. Meno margine di errore sembrerebbe esserci nel momento in cui vengono indicati più giorni o un arco di tempo: in questo caso penso che si possa verosimilmente trattare del tempo impiegato per la stesura della storia, anche se appare alquanto sbalorditivo che alcuni lavori siano stati realizzati in soli due giorni. Forse, anche in questo caso, si potrebbe pensare che quelli siano i giorni in cui l’opera è stata conclusa, ma nulla appare certo; tra il ’58 e ’60 Araki ha tenuto un ritmo di produzione incredibile, quindi non mi sentirei di scartare alcuna ipotesi. Lo stesso Naruse Masahiro, nella parte di commento generale dedicata agli esordi di Araki come mangaka, afferma che questi avrebbe prodotto opere anche in soli due giorni, impiegando anche le notti. Sbalorditivo, ma, a quanto pare, reale.

 

UNA BREVE CONCLUSIONE E UN AUGURIO

Questa tabella, pur con le sue lacune, penso sia, al momento, l’unica fonte alla quale attingere per conoscere almeno i titoli delle opere che hanno visto Araki in veste di mangaka. Lui non si stimava come narratore, eppure, da quanto abbiamo detto, mi pare chiaro che non solo disegnare, ma anche raccontare, fosse per lui un’esigenza antica e profonda. Ricordiamoci anche che Araki non si apprezzò mai pienamente nemmeno come animatore: “Non sono completamente soddisfatto di nessuna delle cose che fatto”, diceva a Colpi nel 1993, quando già aveva realizzato la maggior parte delle opere che lo hanno reso famoso (Araki a Colpi, intervista cit., p. 50). E spesso, di fronte a chi gli faceva i complimenti, sorrideva imbarazzato.

In molti casi i grandi artisti hanno visioni a cui tendono, ma a cui non riescono mai ad arrivare; quello che poi producono, spesso ai loro occhi è solo l’ombra di quanto avevano visto. Eppure quelle ombre creano stupore, aprono mondi, cuori, alimentano ognuna a suo modo lo spirito, creano canoni di bellezza. A tutto questo è stato dato il nome di arte.

A diciotto anni Araki vinse il premio come migliore premessa, non come animatore, ma come fumettista. Mi piace pensare che un simile premio non sia stato assegnato esclusivamente per la quantità dei lavori prodotti e mi piacerebbe avere l’opportunità di vedere e leggere, un giorno, quello che era stato disegnato e scritto da quel ragazzo così modesto, ma così pieno di talento.

 

 

 

 

 

Num.prog. delle opere

Titolo dell’opera in giapponese

Traslitterazione del Titolo

Giornale su cui l’opera è apparsa

Num. dato alla opera da Araki

Data di pubblicazione dell’opera o in alternativa i giorni della sua realizzazione

01

嵐と狂人

Arashi to kyōjin

“Machi” n° 18

 

Esordio nel giugno 1958

02

影を使う宝石魔

Kage o tsukau hōseki ma

“Shiro to kuro” n° 1

 

Luglio 1958

03

仮面の左腕

Kamen no hidariude

“Machi” n° 21

 

6 Agosto 1958

04

百万長者の死

Hyakumanchōja no shi

“Machi” n° 23

Op.6

23-25 ​​Ottobre 1958

05

地獄へ向って進め!

Jigoku e muka~tsu te susume!

Numero speciale di “Machi” dedicato all’azione (grande formato di dimensione B5)

Op. 7

1 Dicembre 1958

06

雨と少年

Ame to shōnen

“Machi” n° 27

Op. 8

2 Gennaio 1959

07

復讐の弾丸

Fukushū no dangan

“Kao” n° 1

 

Data non confermata

08

怒りの翼

Ikarinotsubasa

“Kao” n° 2

 

15 Febbraio 1959

09

枯葉

Kareha

“Machi” n° 26

Op. 10

28 Febbraio 1959

10

悪魔の診断

Akuma no shindan

Numero speciale di “Machi”

a tema

thriller-horror (grande formato di dimensione B5)

Op. 11

8 Marzo 1959

11

脅迫者の顔

Kyōhaku-sha no kao

“Kao” n° 3

Op. 12

20-21 Marzo 1959

12

蛍の光

(Sotto a questo titolo è presente una nota di un rigo tra perentesi che non sono riuscita a decifrare: 三人の作家によるオムニバスの第二話)

Hotarunohika

“Machi” n° 28

 

Aprile 1959

13

青い封筒

Aoi fūtō

Numero speciale di “Machi”, il secondo dedicato all’azione (grande formato di dimensione B5)

Op. 14

Nessuna data

14

暗黒街の掟

Ankoku-gai no okite

Numero speciale di “Machi”

(non sono riuscita a dedurre l’argomento)

 

Nessuna data

15

猫が見えた時

Neko ga mieta toki

“Machi” n° 30

 

2 Giugno 1959

16

出獄

Shutsugoku

Numero speciale di “Machi” a tema thriller poliziesco

(grande formato di dimensione B5)

Op. 17

Nessuna data

17

拳銃を取れ!

Kenjū o tore!

“Machi” n° 31

 

30 Luglio - 2 agosto 1959

18

俺は死なない!

Ore wa shinanai!

Numero speciale di “Machi”, dedicato alla fine dell’adolescenza

 

25 Agosto 1959

19

もう1ッパイいかが

Mō 1 ppai ikaga

“Machi” n° 32

 

29 Agosto 1959

20

顔を盗む男

Kao o nusumu otoko

Supplemento al n° 3 di “Kao”

(formato A5)

 

9 Settembre 1959

21

5人の男の欲望

5-Ri no otoko no yokubō

Numero speciale di “Machi”, sul tema

giallo-thriller (contrassegnato dal n° 1)

Op. 20

28 Settembre 1959

22

腹の虫の鳴く季節

Haranomushi no naku kisetsu

“Machi” n° 33

Op. 22

7 Ottobre 1959

23

雪の夜の密告者

Yukinoyono mikkoku-sha

“Kao” n° 11

Op. 23

Nessuna data

24

黒い友情

Kuroi yūjō

Numero speciale di “Machi”, sul tema

giallo-thriller (contrassegnato dal n° 2)

Op. 25

25-31 Ottobre 1959

25

大いなる遺産

Ōinaru isan

“Machi” n° 35

Op. 26

3 e 4 Novembre 1959

26

明日に希望を

Ashita ni kibō o

“Kao” n° 12

Op. 27

9-13 Novembre 1959

27

晴れよ!銀世界

Hare yo! Ginsekai

Numero speciale di “Machi”, sul tema

Fatti scioccanti

Op. 28

20-28 Novembre 1959

28

太陽と友情と少年

Taiyō to yūjō to shōnen

“Kao” n° 13

Op. 29

1-8 Dicembre 1959

29

地上の歌

Chijō no uta

“1-2-3” n° 1

Op. 30

6 Gennaio 1960

30

白い少女

Shiroi shōjo

“Machi” n° 37

Op. 31

Nessuna data

31

断崖ものがたり

Dangai monogatari

“Kao” n° 18

Op.32

1° Febbraio 1960

32

紅バラと少年たち

 

Kurenai bara to shōnen-tachi

“1-2-3” n° 4

Op. 33

28-29 Marzo 1960

33

黒い春

Kuroiha

“Tensen”, n° 2

Op. 34

Aprile 1960

34

赤とんぼ

Akatonbo

“Tensen”, n° 1

Op. 35

Dal 17 aprile al 1° maggio del 1960

35

街路

Gairo

“Machi” n° 40

Op. 36

Maggio 1960

36

太陽!輝ける限り

Taiyō! Kagayakeru kagiri

“1-2-3” n° 7

Op. 37

18 Giugno 1960

37

地獄船~海と空の間の希望と絶望~

Jigokusen ~ umi to sora no ma no kibō to zetsubō ~

“Dainamikkuakushonshirīzu” n° 1

Op. 38

Luglio-1°agosto 1960

38

巨人愛

Kyojin ai

“Dainamikkuakushonshirīzu” n° 2

Op. 39

11 Settembre 1960

39

カポネは日本にいた

(Sotto a questo titolo è presente una nota di un rigo tra perentesi che non sono riuscita a decifrare: 作家四人による合作リレー作品第二部)

Kapone wa Nihon ni ita

“Machi” n° 41

 

Nessuna data

40

何も言わなかった少女

Nani mo iwanakatta shōjo

“Machi” n° 45

Op. 40

Nessuna data

41

笛吹き太郎

Fuefuki Tarō

“Machi” n° 47

Op. 41

29 Novembre 1960

42

赤い満月

Akai mangetsu

“3 Hitome (za sādo)” n° 1

 

Marzo 1961

43

少年の夜

Shōnen no yoru

“3 Hitome (za sādo)” n° 2

 

Maggio 1961

44

星がいっぱい

Hoshi ga ippai

“Machi” n° 60

 

25 Marzo 1962

45

荒野

Kōya

“Dainamikkuakushon”; numero o altri dati non indicati.

 

19 Giugno 1962

46

鏡の中の次郎

Kagami no naka no Jirō

“Rūkī” n° 2

 

10 Settembre 1962

47

黒バラ ~黒ばら三人きょうだいシリーズ①~

Kuro bara ~ kuro bara san-ri kyō dai shirīzu ①~

Lavoro inedito per “Rūkī” n° 3

Inedito

26 Settembre 1962

48

父と子の海

Chantoko no umi

“Rūkī” n° 4

 

12 Ottobre 1962

49

荒野の処刑

Kōya no shokei

“Gekiga komikkusandē”; numero o altri dati non indicati.

 

26 Dicembre 1968

50

"Sourire"

"Sourire"

“Akiba Manga” n°1

 

27 Gennaio 2011

(data di uscita del periodico)

 

 

Sakura Grazie Shingo Araki!

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